Igiene orale placca e tartaro rimossi con curette ultrasuoni Studio Bianconi dentista Bolzano

L’igiene orale è la prima forma di prevenzione contro le patologie orali e la condizione necessaria per il successo a lungo termine di qualsiasi trattamento odontoiatrico.

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Il filo interdentale, assolutamente necessario per mantenere puliti gli spazi interdentali, non è comunque sufficiente ad evitare la formazione di tartaro.

L’assunzione quotidiana di cibi e bevande, ma anche abitudini malsane quali il fumo o la masticazione di caramelle, causano l’accumulo di residui e favoriscono la presenza di batteri all’interno della bocca e quindi la creazione di placca e tartaro, spesso fonte d’infiammazioni, malattie parodontali e carie.

L’igiene orale domestica – assolutamente necessaria e di grande aiuto se svolta costantemente e correttamente utilizzando non solo lo spazzolino ma anche filo interdentale e scovolino – non basta comunque a garantire una pulizia completa e va coadiuvata da dei trattamenti igienici professionali da svolgere mediamente ogni 6 mesi presso il proprio dentista:

  • ablazione del tartaro o detartrasi: il tartaro è il deposito che si crea sulla superficie dei denti in seguito all’interazione fra la placca batterica (patina di microorganismi che aderisce tenacemente ai denti) e i sali di calcio presenti nella saliva. Purtroppo, una volta formatosi, è impossibile da rimuovere solo con lo spazzolino e il filo interdentale.
    Il professionista lo può asportare dalla superficie dei denti raschiandolo via con uno strumento detti “curette” e “scaler” o attraverso l’uso di ultrasuoni.
  • polishing: questa tecnica di pulizia orale prevede l’uso di spazzolini rotanti e “coppette di
    Igiene orale polishing coppetta di gomma rimozione pigmenti e macchie Studio Bianconi dentista Bolzano

    Coppetta di gomma per Polishing.

    gomma” in combinazione ad una pasta abrasiva. Per le zone più difficilmente raggiungibili, si può ricorrere a una miscela di aria, acqua e polvere (solitamente del bicarbonato). L’obiettivo è la rimozione di placca ed elementi esogeni (pigmenti e macchie superficiali, residui di cibo, etc.) che potrebbero evolversi in tartaro e carie.

  • levigatura radicolare (o root planing): con il tempo, il tartaro trascurato penetra nella zona sottogengivale (nelle tasche parodontali) e va rimosso con gli strumenti professionali utilizzati per le ablazioni (scalers, curettes, punte ad ultrasuoni). Possono essere necessarie più sedute e in alcuni casi, per evitare di arrecare disagio al paziente, è consigliabile sottoporlo ad anestesia locale.

Per agevolare la pulizia dei denti e identificare le aree che richiedono particolare cura, ma anche per verificare la buona riuscita delle operazioni d’igiene orale, possono venire utilizzati i cosiddetti “rilevatori di placca”, sostanze di riscontro che al contatto con la placca batterica la colorano per metterla in evidenza. L’applicazione avviene tramite un normalissimo risciacquo, come per i collutori, oppure, tramite pennellino, direttamente sulla superficie del dente.